Diario

Saving Mnemosyne

Ogni giorno nella savana il leone si sveglia e sa che dovrà cacciare l’antilope se non vuole morire di fame. Ogni giorno nella savana l’antilope si sveglia e sa che dovrà correre per sfuggire al leone se non vuole essere uccisa. Ogni giorno io mi sveglio e so che dovrò porre a me stesso una di quelle domande su cui hanno speculato intere generazioni di filosofi se voglio sopravvivere alle ventiquattro ore successive.

La domanda che mi assilla oggi è: cancellare il passato è una cosa saggia?

Partiamo dal presupposto che mi distraggo facilmente. Anche adesso, non riesco a scrivere e ascoltare la musica allo stesso tempo. Il mio cervello – sarà normale? – non è progettato per svolgere due o più attività contemporaneamente. Ho una dose di concentrazione che va centellinata neurone per neurone, ed è un attimo che la confusione prende il sopravvento –  soprattutto se sto ascoltando musica che riflette lo stato d’animo in cui mi trovo nel particolare momento storico. Ma sto divagando.

Riguardo la questione che mi pungola la materia grigia da più o meno dodici ore, ho già la risposta pronta, che ovviamente vale per quei casi patologici come il sottoscritto per cui prima di registrare un fatto in modo permanente devono “provarlo” sulla propria pelle. Non sono stato spiegato. Freud avrebbe dovuto studiare più a fondo la tecnica delle associazioni mnemoniche perché davvero è l’unico modo in cui riesco a rimembrare.

Nel frattempo che gli studi di neuroscienze vanno avanti bisogna escogitare un modo per ricordare. Tutto quello che si è vissuto. Con foto, disegni, scritti, video e ogni materiale di supporto che sblocchi quel meccanismo perverso che è la memoria a breve termine. Particolamente applicabile a questo metodo sono i ricordi quando si esce da una relazione, di qualsiasi tipo essa sia. Se disgraziatamente alla memoria a breve termine si aggiunge l’effetto della rimozione, ci siamo giocati un pezzo di storia – non uno qualunque, ma della nostra storia. E non è consigliabile dimenticare la storia, il passato, tutti gli eventi, le persone, i luoghi e le impressioni suscitate che ci hanno resi quelli che siamo. Dimenticando il passato, tagliando dove siamo più forti e più vulnerabili allo stesso tempo, dimentichiamo noi stessi.

Post scriptum: Sono un buffone. Predico bene e razzolo male. Sono stato il primo io stesso a fare tutt’altro alla fine di un rapporto. E ora ne pago le conseguenze. Sehnsucht anyone?

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