Diario

Intimità

Tu. Adesso capisco la differenza tra amore e innamoramento; illustrata benissimo dallo psicologo, mi sono riconosciuto nelle sue parole quando ha detto che l’innamoramento è la proiezione di tutte le qualità positive nell’oggetto che si crede di amare. L’amore invece è maturo. Non vede solo le qualità, né le proietta dalla mente del soggetto appiccicandole addosso all’altro; l’amore maturo semplicemente ama perché sente di essere alla pari con l’altro e trova in lui fonte di nutrimento per l’anima e il corpo.

Evidentemente ne consegue, tenendo conto di questo assioma, che nel mio caso specifico io non ho mai amato. Potrebbe essere spaventoso, ma probabilmente ho amato molto di più un libro che un’intera dozzina di persone che conoscevo. Ma a parer mio non conosciamo mai nessuno così profondamente da poterlo amare dal profondo secondo la prospettiva dell’amore maturo; se le più durature relazioni di matrimonio dopo cinquant’anni si trasformano col tempo in bellissime amicizie di condivisione, cosa allora resta dell’amore fisico?

Finché siamo giovani pensiamo che una volta che finirà l’amore carnale con esso morirà anche il desiderio di restare insieme. Ma alla luce di questa scoperta teorica meravigliosa, la scienza psicologica dà ragione al pensiero che ho sempre avuto riguardo le cose dell’amore: la carnalità è passeggera, l’amore vero rimane. Si trasforma, è vero, in un sentimento a metà tra purezza e amicizia ma pur sempre amore rimane. Ed è l’amore senile che io tanto invano vado cercando, e che purtroppo non troverò: certo che non lo troverò, perché se tengo conto della mia età anagrafica, mi ci vorranno ancora molti anni di lunga ricerca prima di riposarmi su una spiaggia rosa al tramonto.

La teoria di Shakespeare per cui è preferibile aver amato e aver perso piuttosto che non aver amato affatto la trovo ingenua e assolutamente vera; ingenua perché il pensiero comune mai espresso a voce alta risponde più o meno alla frase “è bello soffrire per amore”, e ciò per quanto mi riguarda lo trovo particolarmente indegno in un individuo altrimenti razionale in età adulta; è inoltre assolutamente vera perché per quanti sforzi facciamo per dimenticare un amore perduto, in fondo lo teniamo incollato nel quadro della nostra memoria inconscia, e manifestiamo la sua mancanza favorendo la maturità dell’intelletto e vedendo la realtà delle cose sotto un’altra luce. E questo è anche conosciuto come perdita dell’innocenza, mi sembra bene.

A quanto ho sperimentato in prima istanza quando iniziai a parlare con G. è esattamente così che prende piede la storia: l’amore incondizionato e le piccole idiosincrasie di un’anima come la mia che ama la vita in tutte le sue forme più popolari viene spiattellato intero e senza ritegno davanti alla persona di cui mi infatuo. Ma, fortuna del nume che mi protegge, ben presto realizzo che sto praticamente sbandierando i miei sentimenti senza precauzione alcuna, trotterellando e sobbalzando al minimo accenno dell’altro che ha la noncuranza di stringerlo a suo piacimento. Così chiudo il collegamento diretto tra cuore e mente a sfavore del primo.

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