Considerazioni inattuali sullo stato della salute mentale

Importante per la presente bozza è ricevere tutti i possibili feedback dai fantasmi che popolano la psiche del sottoscritto; altrimenti la mia testa esploderà con l’inattuale.

Anzitutto gettiamo un fascio di luce sul problema inattuale, e sul perché viene considerato inattuale. La scelta del campo di studi in cui applicarmi è in questi giorni di luglio – e quindi invoco te caro Iulius, caro figlio dei tempi più splendidi ormai compiuti – materia di elucubrazioni linguistiche.
Praticamente per la mia corta memoria, non è possibile decidere con ferma e razionale mentalità quale sarà lo sviluppo migliore degli studi universitari: se sia meglio seguire un percorso puramente linguistico che abbracci tutta la storia e lo studio delle lingue dal punto di vista scientifico; oppure tuffarmi nel sicuro e già collaudato percorso misto e cosparso sul corpo nudo di sanpietrini dello studio della linguistica (blanda ricerca e studium in senso proprio, a mio avviso) in campo anglofono e ispanofono con relative produzioni scritte diacronicamente lette. Questa potrebbe essere una grande opportunità che condizioni il futuro prossimo venturo e senza alcuno scrupolo potrei avventurarmi nella prima grande scelta che per quanto abbia cianfrugliato su internet non sono riuscito a scandagliare. No, infatti. Lasciare il terreno sicuro della sicurezza – e la ridondanza non è casuale – per infangarmi illegittimamente nelle paludi delle trasformazioni fonetiche del francese antico e chissà magari perfino dell’ittita potrebbe non essere una buona idea.
D’altra parte l’uomo che ha osato di più, che ha osato travalicare la barriera geografica e intellettuale delle Colonne d’Ercole fu quello a me più odiato degli eroi omerici. Fu quello per cui anche provai una grande gioia quando ricordai la sua posizione all’Inferno, a mio avviso proprio ben molto meritata ma ancora non troppo esaustiva per il suo peccato di superbia e imbecillità antisesso (a differenza di Ettore, Odisseo non ha eccitato la mia fantasia erotica. Ecco, l’ho confessato). Allora mi chiedo: sarò novello Ulysses? Dal punto di vista della carica erotica, c’è da crederlo. Dal punto di vista del coraggio nel trasumanare, forse no. Ma mi si apre l’oceano davanti; per una migliore comprensione della lingua, questo organo e facoltà meravigliosi accompagnato dalla struttura dialettologica ancor più brillante e luminosa la Linguistica sarebbe ottima. Ma la paura di fallire, quella non mi lascia mai.
La considerazione più inattuale di sempre, che mi lascio sfuggire il filo della conversazione intima, non fa che aumentare la gioia della scoperta dell’autoanalisi gratuita. Chissà, mi questiono gravemente, chissà se non fossi così impacciato dalle pastoie della cultura umanistica (amate pastoie, quanto mi siete care!) – che non mi fa vedere altra possibile bellezza nella realtà se non le stagioni passate di splendore aureo romano ed ellenico – chissà se l’amore fosse venuto, già conquistato e impresso nel cuore della giungla corporale, dentro a questa coscienza inattuale del cazzo. Perché l’amore fu inattuale; non passò mai di moda né capitò mai a sproposito. Solamente non seppi salutarlo e riconoscerlo al momento giusto, né ero preparato con strumenti altri che la letteratura infantile di cui mi andavo nutrendo. Forse l’amore è anche poco che chiede, ma lo chiede con grande sforzo inattuale.