Diario

Diva

Era un pomeriggio tardo all’inizio dell’inverno e un raggio di sole stava attraversando la granellatura di vetro spesso dell’ingresso, e ignaro della coincidenza dei due eventi quando il secondo ancora non si è manifestato, prima di gioire per la quantità di minuti in più di cui si stanno pian piano riempiendo le ore del giorno, mi occorse di leggere il Daily Post quotidiano; era proprio l’ora in cui dovevo uscire per rifornire la legnaia di materia prima per riscaldare noi tutti nei prossimi mesi – la primavera è la stagione più atroce nei miei riguardi.

Insomma il post quotidiano prevede che venga messa su una costruzione ben armonizzata tra le righe attraverso l’uso dei colori più elementari. Trovando l’incarico affascinante, gravoso e impossibile da realizzare in una sola giornata, mi gettai a tagliare legna per distrarre la mente. Non potevo – perché non ne sono più capace – affrontare l’idea di tornare a questa estate, quando la mia felicità quotidiana dipendeva dal registrare ogni singolo movimento cromatico celeste e creare su queste fondamenta episodi di una storia che coinvolgesse un amore immaginario – che dovrei anche rivedere prima o poi. Allora mi attardai a creare un’altra polemica, quella del post precedente, che con tutto l’equilibrio e il coinvolgimento che avrei potuto metterci si rivelò un terreno abbastanza fertile su cui pensare. La storia a questo punto sembra ripetersi scorrendo su ore che altrimenti sarebbero state vuote: successivamente infatti, dall’altro lato del fiume in piena, scopro attraverso un tweet dall’account WordPress che la sfida eroica di oggi è inserire nel blog e possibilmente commentare un elemento multimediale diverso dal puro testo proprio come, exempli gratia, un embedded tweet. La soluzione ai miei problemi con la narrazione dei colori è in un colpo a portata di mano: con un embedded tweet (dovrò prima o poi scoprire un modo per eliminare dalla lingua italiana questi orribili calchi: cinguettio incastonato è la prima soluzione che mi viene in mente) posso rispondere ai due compiti assegnati, da una parte in modo metaforico, dall’altra parte nella maniera più concreta possibile.

I colori sono l’essenza della vita, e lei, con gli anni di esperienza e la sterminata mole di trucchi e trasformazioni, è l’essenza dei colori: sto parlando di una Diva, una vera Diva americana che ho imparato a rispettare e che cinguetta felice come i suoi milioni di fans scatenati e adoranti. Sì, mi sono messo sotto la protezione della grandissima e veneratissima Cher. D’altro canto basta leggere uno dei suoi cinguettii per rendersi conto della facilità e amabilità attraverso cui si possono utilizzare social network e tecnologie varie.

E’ Cher il colore che voglio celebrare oggi, insieme all’arcobaleno che porterà come sudario una volta che noi, popolo omosessuale ingrato, riconosceremo nella sua figura una leggenda ispiratrice di vita.

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