Musica

Giorno 6: canzone B-side/inedita preferita

Di solito le storie a lieto fine non pongono particolare attenzione sulla maggiore o minore notorietà musicale di cui la storia ha usufruito, preferendosi concentrare sul tripudio che proprio la felicità finale ha portato estendendosi con effetto retroattivo anche al passato, e rivestendo questo di una luce brillante ma fittizia che il corso degli eventi anteriori difettava del tutto; così a volte successe che mentre per coloro che vi assistettero una colonna sonora esprimeva in una partitura strutturata, quindi in modo rimarchevole e non secondario al vissuto, i mormorii e i lamenti delle vicende di due o più persone, per i protagonisti stessi invece tale partitura ebbe solo un’effetto di contorno, come un bouquet di camelie in un vaso di porcellana non ha alcun valore risolutorio per la storia clinica degli ammalati ma senza di esso le stanze in cui affrontano le avversità avrebbero l’effetto di scavare ancora più in profondità il solco vuoto tracciato dalla malattia.
Le b-sides, in quanto aggiunte mancate o a posteriori in una lista fissata e consolidata quanto più tempo è passato quale è la successione delle tracce in un disco, non fanno eccezione; in quanto esse sono attuali mancanze materializzate e nell’immaginario di ciascuno di noi avrebbero potuto trovare posto tra le righe di quella tracklist, sopra o sotto la nostra canzone preferita o quella che una volta amavamo ma di cui abbiamo dimenticato parte del ritornello, esse sono luoghi mobili di un’emozione ormai immobile, se per caso a questa emozione attacchiamo successivamente un ritornello che non ritroviamo se non nella nostra memoria – o nel nostro ipod in caso di dischi pubblicati nelle due decadi più recenti. Le b-sides, come errori congiuntivi o alternative gettate altrove o nel dimenticatoio di internet, ma a volte anche riusate per scopi successivi, forniscono tanto più materiale di studio per chi volesse capire la progressione per cui un particolare tipo di melodia ha evoluto gli orizzonti dell’interprete verso mondi per grado simili o dissimili; laddove parallelamente nella transizione da un pezzo all’altro del disco, tali tracce trovano radici profonde, e nell’immaginario di una cantante come Kylie di esse è pieno e attuale il dibattito nei forum.

La mia b-side di oggi non sfugge a questa regola generale per come la intendo io: essa avrebbe potuto aggiungere o modificare radicalmente, con una sfumatura così delicata quale è la caratteristica della traccia, l’intero concetto che quel disco ormai ha formato e consolidato nella memoria. Per questo vorrei che non passasse più inosservata; ma prima di riassumerne la storia, anzi la leggenda, bisogna che la si ascolti.

Annunci
Standard