Musica

Giorno 7: canzone preferita dall’album RHYTHM OF LOVE

Un tipo particolare di genere musicale come quello pop-dance, che ha definito un periodo considerevole del passato cui bramiamo tornare ma che sappiamo sepolto in una bruma di polverosi vinili, attira una specie di ubriachezza apollinea su di noi allorché ascoltiamo per la prima volta, dopo molti anni e in un periodo di crisi della creatività come questo, un pezzo ora ridotto a mero simulacro dell’epoca; dalle prime note ci immaginiamo fosse abbondantemente copiato e a sua volta fosse derivato da una certa corrente culturale suburbana. Ebbene, se ci ricapita di ascoltare di nuovo quella canzone un paio di mesi o anni più tardi, dopo averla frettolosamente dimenticata in favore di pezzi più conformati al nostro orecchio, ci accorgiamo che torna a riemergere, dagli strati più profondi della nostra memoria, un sentimento che è divide la coscienza tra flashback e malinconia – e grazie ad esso la scintilla che voleva accendere la traccia è stata innescata perfettamente e la canzone rivela tutta la gioia di ballare che ispirava i ventenni di ormai una generazione fa. Entrata dall’ottica di un’epoca e conformatasi quindi al mio gusto in punta di piedi, questa canzone è la bellezza di una decade che era già in declino ma che conservava le caratteristiche fondamentali affinché lo spirito che incarnava non abbandonasse mai i luoghi che aveva conosciuto. La mia storia per Better the Devil You Know è una storia puramente hegeliana, che ritorna e si nutre di se stessa ogni volta che le mie orecchie riescono a catturare il ritmo che si cela dietro quello musicale.

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