Musica

Giorno 13: performance preferita

I sogni non sono mai una mistificazione. I sogni non possono essere una performance.

Quando qualcosa si spezza, cambia, va a rotoli, mi prende sempre il timore di non avere più la possibilità di incontrare quelle persone che sono state per un attimo la concretezza in un momento vissuto. Spero sempre di incontrare di nuovo tutti quelli con cui ho condiviso qualche istante di felicità; poi mi sveglio da un incubo e mi perdo dietro alla dissoluzione di questa strada che ormai diventa visione. E’ una strada che vedo solo da lontano ed è ormai talmente lontana che fatico perfino a riconoscerla. Ma invece che compiangere il lontano me che aveva creato tale illusione, vado avanti a crearne altre. Non mi fermo davanti alla distruzione. Non potrei farlo, o perderei il senno.

“Nei sogni tutto non è come sembra. Questo è uno dei miei sogni” dice Kylie davanti a una folla gioiosa che invece, negli occhi, la contraddice in modo assoluto; una folla che ha vissuto spasimi di tensione per vivere quel momento preciso, quel dettaglio di nanosecondo in cui il contatto tra i mondi proprio e del suo idolo generano una collusione che le comete sognano da millenni di produrre. Mentre passiamo dalla generazione di un sogno all’altro non ci accorgiamo di viverne già un terzo, più reale ma mai inferiore al fantastico, quello che avevamo atteso con tanto fervore.

L’illusione, o il sogno come lo chiama Kylie, è veramente un pezzo di musica che contribuisce a rendere i nostri giorni migliori: senza i sogni non ricorderei con esattezza il volto dell’uomo della mia vita che ho aspettato per tanti anni e che sto ancora aspettando, non avrei mai potuto afferrare il significato della conclusione della giornata di ieri, o non sarei uscito a riveder le stelle quando la tempesta passò sopra casa. Ora, grazie ai sogni, capisco e vivo generalmente in modo migliore perché spero in un me migliore, quello di domani, che vive nello stesso modo in cui vivo oggi, con la differenza che questo lo rende felice e il mondo lo accoglie. Il me di domani è un bambino che non ha smesso di vivere di sogni e di libri.

La forma dei miei sogni a occhi aperti oppure chiusi rimanda immagini che diventano a tratti brillanti come le creste delle onde quando il sole sorge dal mare, e l’intensità che emanano è quasi il doppio. Questa è la semplicità dei sogni – to fly in the ocean, to swim in the sky.

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