Giorno 23: Dvd preferito

Immagina una tipica scena di domestica solitudine: fuori è inverno – mentre dentro non è estate -, fa così freddo che i piedi sono ghiacciati come fossero stati messi in un sacchetto del congelatore insieme ai petti di tacchino, la luce della lampada al soffitto tremola perché a tutti i costi vuole essere spenta; l’unico posto dove ti trovi a tuo agio è davanti alla stufa a legna oppure sotto quattro strati di piumoni e coperte di lana merinos.

La notte è appena iniziata, ci saranno ancora moltissime ore di buio che aspettano solo di trascorrere minuto dopo minuto in un silenzio differente da quello del giorno, non concentrato o rilassato, ma inquietante e delicato – come la pelle delle mani che a causa del vento di tramontana che imperversa da giorni e giorni ne ha raschiato il dorso e una dose abbondante di crema all’olio d’oliva non fa che peggiorare la situazione, rendendo solo le palme più unte e profumate. La depressione incombe sul capo e non c’è nessuno che aiuti a scacciarla.

La soluzione a questa desolante scena si può dividere in due strade: mandare a quel paese il freddo e uscire andando ad esplorare qualche locale dei dintorni – e se vivi in un paese di millecinquecento persone è ben lunga la strada che porta in “dintorni” popolati, tanto che rinunciare sa meglio che provare – oppure affrontare direttamente la solitudine non scappando via da essa rifugiandosi dietro un bicchiere di rum e coca o nel letto di uno sconosciuto ma abbracciandola in un’altra maniera, che forse anzi è tutto il contrario dell’essere soli: guardare un concerto in dvd.

Il computer è acceso perché volevi chattare c0n qualcuno per sfogare un po’ di malumore con qualcuno frustrato come te dalla politica corrotta e condannando con invettive varie la grettezza dei costumi presenti, oppure se avevi visto la foto di un tuo amico con la maschera subacquea in sospensione su uno sfondo azzurrino potevi intrattenerti chiedendogli come procede l’esplorazione dei fondali marini che sta conducendo a Bali – e domandandoti allo stesso tempo perché accidenti non sei partito con lui.

Ma questo passatempo così labile va presto a sommarsi alla noia che provi nell’attesa che compaiano lettere in un fumetto blu sullo schermo; il contatto di occhi e lo sguardo che tengono viva una conversazione intorno al camino, per dire, sono sostituiti da disegnini buffi e statici senza vita. Il dialogo si riduce a mero scambio di email istantanee, e la voglia di tradurre le proprie espressioni del viso in altrettante emoticon o segni d’interpunzione scema molto presto, subentrando la noia. Il progetto di una serata di chat è presto abbandonato.

D’altra parte non ti sei ancora ripreso dalla fine dell’ultimo libro letto, una saga di sette volumi – altro che quella cretinata de Il Signore degli Anelli – dove i protagonisti sono battiti di ciglia, intenzioni e passeggiate mancate, passioni come nebbie che sembrano ricordi di un’altra vita, quadri con scene marittime e dibattiti sull’aristocrazia francese fine ottocentesca; il tutto ha lasciato una ferita così profonda che hai paura di non riuscire più a leggere nessun libro, figuriamoci cercare di aprire quello che ti guarda con le pagine mezze spiegate dal comodino dove l’hai lasciato in attesa di tempi migliori. Ma la letteratura per codesta sera non è un’opzione attuabile.

Non so perché ci sono così tante opportunità al mondo e niente è più doloroso che muovere il culo da questo letto quando fa così freddo. E’ uno dei molteplici aspetti negativi dell’inverno. E io odio l’inverno. Se non fosse per le felpe di lana, il tè e i libri sarei già terra per fiori.

In conclusione la serata può svoltare in senso positivo se trovi la strada giusta da imboccare. In una buona collezione di dvd dalla tua parte trovi un passatempo che distrendoti dal nero di fuori e dentro fa apprezzare un po’ di più ciò che hai visto passare qualche volta davanti agli occhi ma che non hai il coraggio di affrontare: la vita che volevi. E se la vita che volevi è incentrata in concerti su concerti, un dvd come quello di un concerto della tua cantante preferita è l’apoteosi della felicità rivissuta.

In una fredda e buia serata di lampioni scoloriti e colori medievali, l’unico evento che risolleva il morale a terra è rivivere con una folla roboante in uno stadio che occupa lo spazio di uno schermo canzoni, periodi, stati, emozioni che disposti in un certo ordine hanno trovato la strada per accendere un poco il sorriso.

Sediamo comodi sul nostro letto, dunque, abbracciamo il nostro peluche di Simba come fosse un fidanzato appena tornato da una zona di guerra, e con biscotti al cioccolato alla mano, magari con un termos di tè al bergamotto, gustiamoci i costumi, la voce e le coreografie di cui saremo protagonisti in un’altra vita.

Aphrodite: Les Folies Tour dvd