Giorno 26: canzone preferita dall’album Aphrodite

We just want tomorrow to be better than today.

Questa storia inizia l’estate di quattro anni fa, precisamente nel giorno del compleanno di mia sorella. Compro la versione speciale di Aphrodite ed è amore a primo ascolto. Tracce esuberanti, felici, spensierate, discotecare: la mistura perfetta per innamorarsi.

Tutto è perfetto infatti quell’anno: conosco un ragazzo, ci frequentiamo, ci parliamo tutti i giorni spesso anche durante la notte. Sembra che tutto sia perfetto. Nelle radio imperversa All the Lovers, risuona in ogni bar e locale pubblico la prima traccia e quella che rimarrà più impressa a tutti.

Arriva il 2011 e con sé porta altre novità. Siccome siamo distanti, io e lui ci incontriamo per la prima volta in quell’inverno, tra Natale e Capodanno. È amore a prima vista. Dopo tante ore passate a confrontarci solo con la voce o le foto, possiamo finalmente passeggiare mano nella mano e rimanere in silenzio. Sembra che siamo presi entrambi reciprocamente, non mancava niente perché dalla distanza che ci separava, quelle rare volte in cui stavamo insieme sbocciasse il fiore dell’innamoramento.

Quel periodo lo ricordo in quanto ero imbavagliato dallo spettro di esami e lezioni continue o da ripetizioni di inglese mattina e pomeriggio; eppure grazie alle notti insonni che passavo al telefono con lui niente mi pesava. Ecco perché la canzone che più preferisco, che più ha rappresentato il percorso di quel periodo è stata proprio Better Than Today.

Ora non c’è più nessuno ad aspettarmi dall’altra parte del telefono o su quel binario su cui ci siamo lasciati l’ultima volta, ed è anche meglio così. Eravamo fatti per quell’album, per quei due anni, non per il domani. Poi siamo andati avanti, com’è giusto che sia.