Blogging 201 ~ giorno 2: in cui il dugongo diventa brand

Divertente quando il tempo diventa una variante arbitraria, più di quanto non lo sia di solito.

È particolarmente divertente in questa sfida che ho diligentemente intrapreso perché il compito di oggi nella sfida 101 di blogging l’ho portato a termine ieri.

Mi sono preso cinque minuti di pausa, e ho riflettutto su quello che sto facendo in questo momento, in questo contesto e in questa parte di universo. Non sono andato molto più di là di dove ero arrivato ieri, ma nelle ultime ventiquattro ore mi è capitato di sentirmi girare come una trottola, e per quanto mi sentivo male mi sono dovuto fermare o sarei impazzito.

blue manatee

Per questo ho scelto di chiamare il mio blog principale Blue Manatee (magari di quando in quando lo modifico, ma l’idea rimane quella): mi accorgo che una costante della mia vita è la tranquillità e la familiarità. Mi sono accorto di non essere capace di avventure, che mi piace la monotonia, rotta solo di tanto in tanto da esperienze curiose. Ho paura di farmi male, e che fuori faccia male. Per questo non rischio.

Come i mammiferi con cui mi identifico e di cui porto totem nel cuore, mi piace fluttuare in acque familiari, crogiolarmi in una zona blu familiare del vasto oceano e vivere secondo le regole della mia bolla d’aria, nutrirmi ed essere lasciato in pace a vagabondare, sia nella mente che per stradine solitarie.

Per quanto riguarda l’immagine brand di me stesso che voglio dare a chi mi legge, posso ritenermi soddisfatto. Anche se ho a malapena un lettore a settimana, questo è quello di cui voglio scrivere, come voglio scriverlo e quando. Non è necessario avere lettori per essere un blogger. È necessario avere qualcosa per cui scrivere.