All’ombra di un uovo in fiore

Ho appena letto un articolo che mi ha fatto sorridere, riflettere, illuminare e sorridere e riflettere di nuovo al momento della lettura dei commenti.

Questo articolo tratto da un sito internet – dal nome Ukizero – tanto impegnativo quanto pieno di fotografie suggestive spiega in modo esaustivo i significati che ha assunto nel corso dei secoli precedenti al Cristianesimo la feste della Pasqua, che chiama menzogna.

Come sempre succede di fronte a qualcosa che mi trascina a leggere gli eventi da un altro punto di vista, mi sono divertito ad immaginare cosa ne penserebbe la maggior parte delle persone che conosco, o quali commenti apporrebbero come sigillo della loro presenza su questo sito che io stesso ho scoperto per un puro accidente della Primavera.primavera equinozio

Penso di poter agilmente ringraziare l’autore dell’articolo fornendogli le mie impressioni su tutte queste mitologie, e aggiungo che mi piace meno la sintassi attraverso cui sono spiegate che il tono assunto dallo stesso autore – autorevole senza dubbio, ma mi riesce difficile credere sia del tutto motivato dal puro spirito della Rinascita.

Non mi pare impossibile né scandaloso conciliare per esempio la bellissima immagine dei riti per l’Equinozio di Primavera con la visione salvifica di un Cristo che ci promette qualche luminosa consolazione dopo che avremo esalato l’ultimo respiro; sintesi che l’autore dell’articolo ha tentato di fare dopo aver utilizzato una decina di sudate camicie e puntini di sospensione. Chi non vorrebbe esser capace di leggere l’immortale Borges alla luce di un sole eterno?

Tempi e modi di consumazione delle mitologie – i millenni ci hanno visto – hanno scandito i giorni dell’uomo da pietra e fuoco fino al computer portatile; ho l’impressione che credere all’una o all’altra mitologia non ci renda migliori rispetto a Nessuno, per quanti sforzi facciamo di guardare al cielo con occhi diversi e di convincere altre persone che quella vista è la migliore possibile.

Battaglie e armi si sono già disputate miliardi di vite umane nel corso della storia all’ombra di vessilli più o meno totemici, e noi, all’alba di questo millennio, sappiamo meglio di chi è già passato di qui che guerreggiare per il simulacro migliore non ha portato mai nulla di buono.

E quanti giorni ancora dovranno passare come le acque del Nilo, del Tamigi e del Fiume Azzurro, quanti giri il Sole dovrà fare prima che gli occhi si chiudano anche a lui e la Luna si ritrovi a piangere il suo ormai vecchio compagno!

Nell’attesa di rivolgere la mente alla bellezza dell’Estate, ringrazio di nuovo l’autore dell’articolo per avermi fatto conoscere storie così immanenti.