Blogging, Diario

Cinque Giugno (Giorno 4)

L’universo sembra puntare il dito. Sei anni fa mio padre morì dopo un’agonia di vari mesi, e due giorni dopo conobbi l’innocenza del primo amore. Avevo solo illusioni ed ero più sereno, lo ricordo per via degli abbaglianti raggi di luce estiva che filtravano dagli alberi. Non volevo rivangare eventi che altrove ho già esposto perché fanno ancora abbastanza male, ma lo spunto di oggi sembra fatto apposta per me per permettermi di parlare ancora una volta di questo anniversario.

Sono solo talmente triste per il fatto che ciò che avevo sei anni fa non è più, nessuno mi riconoscerebbe, né io vorrei che qualcuno mi riconoscesse in quei panni o in questi nuovi se una macchina del tempo potesse salvarmi da questo logorìo e mi permettesse di ricominciare tutto da capo. Vivere di rimpianti è poco meno che morire ogni giorno ma che ci posso fare? Poco più di un lustro ci è voluto perché cambiassi completamente spirito; effettivamente sembra non essere cambiato niente, di dentro sono del tutto un’altra persona – e questo posso affermarlo con sicurezza. Poiché ho cambiato occhi, ho cambiato espressione e passioni, sono una persona diversa intrappolata nello stesso corpo di allora. Due motivi in più per piangere zolfo.

Ma il problema è un altro. Il continuo crogiolarmi nei ricordi che danzano come ologrammi davanti agli occhi è l’unico modo che mi rimane di guardare al futuro. Le illusioni perdute sono l’unico nutrimento dello spirito. È giusto fermarsi spesso e guardare al passato cercando di farlo rivivere come se stesse accadendo hic et nunc? Avevo infatti in mente, proprio in questi giorni, di chiedergli di uscire di nuovo per fare una passeggiata insieme e rompere la malinconia di questi giorni. Ma non sarebbe una buona idea perché so già che rimarrei deluso e invece della malinconia prenderei a odiare me stesso più di quanto faccia già perché, com’è giusto che sia, non troverei più il ragazzo di allora come se fosse stato ad aspettarmi in una qualche scatola cosmica con le stesse espressioni di allora.

Il tempo ci evolve, ci spinge avanti contro la nostra volontà; la vita passa, le persone passano, e nessuno rimane immutato per più di molto tempo; eccetto quando arriva la vecchiaia che con l’abbassarsi graduale della temperatura corporea  modera allo stesso modo la temperatura dell’anima e dello spirito concludendo la fase più vitale dell’esistenza; allora per coloro che hanno la fortuna di vivere quest’età inizia la pace, lo stabilirsi delle acque.

Ma basta ora, mi sono lasciato andare anche troppo. Sperare nel passato è ancora una valida fonte di grazia, ma in cambio richiede tutta l’energia che ho immaginato di spendere per l’amore non pervenuto.

Annunci
Standard

Parliamone

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...