Diario

La sonata a Vinteuil (Giorno 13)

Trovare qualcosa pone il problema di valicare il confine delle aspettative. Non è sempre facile, né lineare; bisogna avere la grandezza d’animo di saper arricchire la nostra vita con ciò che si è trovato, saper accogliere con uno spirito di apertura ciò che si trova e coltivarlo come una pianta da frutto, siano esperienze positive o negative.

Trovare per esempio uno stile per la propria voce di scrittore è quanto mai arduo: e per questa sfida la mente dev’essere davvero aperta. Mi viene in mente il giorno in cui ritrovai, in fondo alla memoria, degli episodi che avevo dimenticato insieme a dei sapori che non avevo più potuto gustare perché situazioni difficoltose in cui mi ero cacciato mi avevano allontanato dalla possibilità di godere di aspetti più sfumati della vita.

Sul cammino che mi ha condotto a questo blog per esempio ho incontrato, sotto riflessione, cause e grazie ispiratrici. Quando lessi per la prima volta un manuale di filologia romanza ho scoperto le gioie della ricerca linguistica; contestualmente iniziai a leggere Alla ricerca del tempo perduto, e il narratore mi avvinse talmente nel suo mondo e nel suo stile da tentarmi a emularlo; da allora non ho più smesso di interrogarmi e meravigliarmi della vita che mi circonda e in cui sono immerso.

Da lì la ricerca della minuzia, il dettaglio uditivo e visivo diventarono la mia più grande fonte di piacere, tanto che potrei perdermi in fantasticherie riguardo al modo in cui dei ciuffi di fiori selvatici emergono in mezzo a un campo abbandonato, oppure a come le nuvole si specchiano in una pozzanghera nel bel mezzo di una strada cittadina. Giovò a questa disposizione mentale anche la riscoperta, grazie a Vinteuil, della musica classica – specialmente delle composizioni per pianoforte.

Come cornice ho capito che l’estetica delle opere d’arte, della natura e di tutto ciò che dispone l’anima ai buoni sentimenti avrebbe per il momento soppiantato la ricerca dell’amore. Aprirmi verso mondi che non avevo mai pensato di poter apprezzare mi ha fatto capire che trovare qualcuno di cui innamorarmi non sarebbe più stato possibile; o almeno che non mi sarei accontentato. E questa nuova consapevolezza, queste gioie che ho trovato hanno sostituito alla perfezione e con diletto la perdita di quell’appiglio a ciò che mi distruggeva, quell’amore-veleno che mi ha tanto stravolto; un amore che non ero pronto, né capace di accogliere.


Prompt by The Writing Challenge 101

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