Parliamo di Coming

Piuttosto male, ma sempre meglio parlarne. Coming, una nuova web-serie a tematica strettamente gay (mi sembra di capire che di un senso LGBT qui c’è molto poco) ha ricevuto il lancio lo scorso 26 novembre, non senza commenti feroci e strutturalmente maleducati.

Si tratta – a mia conoscenza – della seconda webserie italiana a tematica gay, e questo fatto pare abbia irritato qualcuno. Ovviamente nei commenti di youtube c’è di tutto, dal troll cronico perdigiorno al critico cinematografico (immagino gay) che turbato dalla recitazione fracamente povera degli attori liquida l’episodio come “copia banale” di un altro telefilm americano a tematica gay, Looking.

È indubbio che molto/moltissimo di questo episodio sia un tributo ai vari predecessori – un’amatricianata, per dirla con un altro commento di youtube; ed è indubbio che il contenuto, gli attori, e la presentazione puntino a mettere in gioco forse troppo rispetto a quello che promettono.

Ma l’idea – e la sua messa in scena – sicuramente valgono la pena di soffermarsi a dare almeno il beneficio del dubbio. Semplicemente per il fatto che quello che viene presentato sullo schermo non ha la minima traccia di esagerazione. Non c’è assolutamente alcuna iperbole nella cattiveria del commento negativo sugli asiatici su Grindr.

In dieci minuti noi vediamo la media res di una storia che non ha avuto inizio e non ha mai fine, a dispetto dei vuoti proclami che ogni anno ci sentiamo ripetere ai Pride anche dai coloro che, essendo della categoria, dovrebbero rappresentarci a livello istituzionale. In questi dieci minuti noi vediamo né più né meno ciò che accade quotidianamente nell’ambiente antropologico-culturale gay romano.

E forse è proprio questo che ha tanto corroso il fegato di chi non vuole accettare la (triste?) realtà: lo specchio. Oggettivamente siamo una città di marchettari, di persone senza sentimenti, di esseri emozionalmente svuotati, semincapaci di alzare un gomito per provare a cambiare un accento nel fraseggio di questa cacofonia italiana. Fottiamo e siamo fottuti. Se in chat ci definiamo carini a vicenda, sappiamo che quella sarà una scopata sicura. Amen.

E che c’è di male in questo? C’è di male il fatto che la vecchia distinzione tra amore e sesso è andata sgualcendosi insieme alla nostra brocca emotiva. E questo è precisamente l’oggetto di Coming, che dopo la mia tirata da bacchettone spero migliori, lo ribadisco, nel livello di credibilità degli attori.

Ecco il video della puntata.

Spero che Marco e Luca abbiano un figlio asiatico.

Ah, non vi affannate a pubblicare insulti alle mie opinioni: verranno riccamente cancellati. Non vogliamo gladiatori della maleducazione, andate a Torbella piuttosto.

Un pensiero riguardo “Parliamo di Coming

  1. Pure in Padania la situazione è la stessa 😦 Per fortuna che io frequento poco l’ambiente. Il problema non è la promiscuità sessuale ma la cattiveria nei confronti degli altri

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