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Reblog: Non voglio più essere gay

Sono troppo giovane per rimpiangere i bei vecchi tempi, ma questa vita ti fa rimpiangere cosa voleva dire essere gay. Ti fa desiderare i tempi in cui un ragazzo ti avrebbe salutato e offerto da bere, invece che offrirti la taglia del suo cazzo e le sue statistiche sessuali. L’intermediario di cortesia è stato eliminato e sostituito da una immoralità diabolica che ti porta alla distruzione quotidiana. Non ne vale la pena, non più.

Estratto dall’articolo: “Non voglio più essere gay”: la testimonianza di un uomo deluso dalla comunità LGBT

Impopolarità a palate: anche io sono stufo di essere gay, perché essere gay è diventato precisamente sinonimo di libertà sessuale sfrenata. E non mi sta bene. Posso dirlo? Non mi sta bene. Si fanno classifiche e confronti, sorgono invidie subdole dettate dall’ansia di eccellere in dispute verbali che assomigliano a combattimenti tra galli. È precisamente quello che succede nella stragrande maggioranza dei casi, e negarlo è inutile. Conosco anche persone felicemente innamorate, ma sono rare eccezioni. E non mi sta bene.

Mi è capitato per esempio di sentirmi di troppo durante una conversazione tra gay in cui si elencavano le migliori dieci scopate con sconosciuti. Ne ho dedotto automaticamente che io che non sono mai arrivato neanche alla seconda, per il semplice fatto che non ho mai fatto sesso con sconosciuti, ho qualcosa che non va. Se l’ultimo grido nel mondo omosessuale è avere una classifica di almeno dieci “incontri per casual sex” devo proprio considerarmi uno sfigato, non c’è altro da fare. Nota: essendo uscito allo scoperto da quasi due lustri ormai – ossia dalla piena adolescenza – credo di parlare con cognizione di causa.

Orbene. Quest’articolo è una provocazione? Mi sembra troppo articolata. È una negazione di sé? Troppo comodo. Credo si tratti di una lucida e dolorosa dissociazione da un modo di vivere la sessualità (e nella comunità gay italiana, se mai ce ne sia stata una a un qualche livello sociale) che ormai è prevalente nel mondo gay e che soprattutto discrimina con un doppio standard: non c’è niente di male se vai a letto con tanti perché “vivi la tua sessualità in modo libero” mentre se questo modo di concepire le relazioni secondo la stragrande maggioranza non ti va giù sei un fallito represso. Personalmente sottoscrivo in pieno l’articolo. Anche io sono profondamente deluso dalla comunità LGBT, qualunque cosa essa rappresenti o sia diventata.

Mi sembra che il nome stesso dell’articolo riportato ometta una parte importante del discorso: “Non voglio più essere gay se gay significa menefreghismo”. Non ne vale la pena, non più.

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3 thoughts on “Reblog: Non voglio più essere gay

  1. Guarda: io ho sempre vissuto la mia sessualità in modo libero e la comunità mi ha dato del fallito proprio per questo.
    Dunque non so. Penso che a quasi 30 anni vorrei imparare a fottermene di avere una comunità di riferimento e vivere in quanto Marco (che sarei io) e frequentare le persone con le quali sto bene, a prescindere della loro sessualità.
    Ché poi, l’unica comunità che esiste è quella del genere umano.
    Certo, sarebbe bello poter andare in un bar gay senza quella pressante sensazione di superficialità e deficienza.
    Però vabbe’, io vado avanti. E sorrido 🙂

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