Valanga

In response to The Daily Post’s writing prompt: “Oasis”

Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei prendere a bastonate il prossimo, perché il prossimo odierno non merita di essere amato come diceva Jesus. Sono certo che sarebbe d’accordo. Che razza di merda che siamo.

Per qualche motivo non si riesce a mettere in moto la macchina che abbiamo comprato a maggio scorso. È una macchina usata ma il venditore ce l’ha fatta passare come in ottimo stato. Avremmo dovuto insospettirci quando due mesi dopo averla comprata i freni facevano rumore di ferraglia, e un mese dopo ancora la batteria era esaurita? Forse. In ogni caso oggi il motore non parte.

Il problema è che non mi sta bene essere preso per i fondelli. Siccome la macchina l’abbiamo pagata con i soldi e non con le chiacchiere, non mi sta proprio bene. E siccome la macchina è in garanzia o il venditore trova il problema e lo risolve gratis oppure si preparino ad essere travolti da una valanga di insulti. Qualcosa mi dice che dovrò prepararmi al secondo scenario.

Ecco l’oasi verso cui mi dirigo oggi: il vaffanculo liberatorio. Modestamente il turpiloquio è una delle mie specialità.

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