Blogging, Diario, Racconti

Prendere o lasciare

In response to The Daily Post’s writing prompt: “Enough Is Enough”

Arrendersi così a quel potere poteva essere da stupidi, ma c’era una malia in quell’arte indiscreta di osservare. Mentre le stelle emergevano dal chiarore del giorno declinante in mezzo al cielo sempre più scuro, riflettevo che il pomeriggio era stato troppo sereno; e che in fondo mi sarei sentito sempre di peso.

Arrivando al parcheggio sentivo che il freddo sarebbe rimasto indietro, o al massimo mi avrebbe un po’ impacciato il cammino. Nei tiepidi locali tutto pareva rimbalzare contro la mia comprensione: come potevo essermi preoccupato di persone tanto lontane?

A cena, davanti a una pizza grande e dai bordi bruciacchiati, con un bel po’ di birra nelle vene, sbattei di fronte alla realtà dell’ottenebramento: capii che proprio così agiva quella mano invisibile: distraeva dalle congetture e dai problemi, induceva a pensare al crudo adesso. Non era la forma del presente, era un’appiattimento gestaltico dell’esistenza. Facevi qualche passo, molto rumore, e poi concludevi il giorno. Non pensavi; mangiavi e ridevi. Stavi bene e le rughe le avrebbe portate via una breve malattia. La decisione da prendere era tra i fiori del male o l’acqua del battesimo.

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