Musica

Meloday: Guglielmo Tell

Mancano poche ore al Natale, ma quest’anno volevo fare una cosa diversa: niente album o spartiti a tema natalizio; piuttosto ho deciso di concetrarmi sull’aspetto classico delle festività – almeno per quanto riguarda questa parte del mondo – e quindi ricacciare fuori questo classico rossiniano, di cui quest’anno è stata messa in scena una regia a opera di Damiano Michieletto estremamente significativa e altrettanto criticata.

Di questa versione italiana dell’opera parzialmente più conosciuta di Rossini registrata nel 1980 il frammento che più mi ha fatto andare in estasi è stato questo – a parte l’ouverture naturalmente, che in quanto a valore estetico se lo disputa con L’italiana in Algeri:

Questo invece è l’album completo:

Momento verità:
Devo ammettere che sono tornato ad ascoltare più di qualche disco puttanpop questo mese, ma nessun ricordo incarnato in tracce da tre minuti potrà mai eguagliare la bellezza di un’opera rossiniana. Ho deciso per questo mese di abbonarmi a Spotify e così poter perdermi meglio nelle melodie.

Nell’anno che viene ne sentiremo ancora parlare.

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