Musica

Meloday: Israel in Egypt

Ho cambiato idea: in attesa dell’anno nuovo mi ripropongo l’ascolto di un oratorio händeliano (il mio barocco preferito), che ha per tema la fuga degli ebrei dall’Egitto.

https://www.youtube.com/watch?v=vWjCgzf9AoU

Il passo biblico della fuga dall’Egitto è metafora di uno dei temi più universali che si possano immaginare: il destino di questa misera nostra razza umana è proprio questo: in fondo siamo tutti in fuga da qualcosa che ci ha fatto soffrire e in cerca di un avvenire migliore. Ma in modo particolare mi pare appropriato per l’imminenete rinnovamento dell’anno: si tratta pur sempre di una mera convenzione di comodo, purtuttavia gli addii e gli inizi non sono allo stesso modo processi che nella memoria inseriamo retroattivamente in coordinate convenzionali quali i giorni del calendario per dare un senso di continuità a questa caotica e liquida esistenza?

Addenda:

Ho scoperto che G. F. Handel – come molti altri compositori – era gay!

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