Musica

Melodì: 2015 in retrospettiva

Fino a qualche anno fa ogni giorno negli ultimi dieci giorni di dicembre condividevo su Facebook le canzoni che più mi avevano smosso l’animo nei dodici mesi precedenti. Ma da quando ho iniziato a cambiare gusti musicali andando a immergermi quasi esclusivamente nella musica classica e operistica, ho perso interesse per queste classifiche, perché d’altra parte la competizione del ‘migliore’ brano o traccia di un album trova giustificazione nell’ambito della musica commerciale. D’altra parte c’è la musica classica o come preferisco chiamarla musica d’arte che sembra ancora conservare qualche zona libera dalle logiche commerciali di mercato. Attenzione: anche a me piace la giusta porzione di quantità di puttanpop ogni tanto.

Handmann Euterpe painting

Euterpe

Non volendo cadere in banalità insomma, quello che mi sono accorto essere cambiato in questo passaggio di gusto, oltre a un ritrovato interesse per la musica suonata da strumenti non elettronici, è il valore estetico e artistico di una composizione musicale che si lega indissolubilmente al momento dell’esecuzione. È pur vero che anche la musica classica non è estranea al mercato della popolarità di massa (vedi il successo del duo di violoncellisti 2cellos) e che essa viene sempre più immessa nel flusso dei servizi di streaming; ma riguardo a quest’ultimo punto credo credo che questo sia un bene: proprio nei primi mesi di quest’anno ha aperto una bellissima piattaforma di streming gratuito di opere chiamata The Opera Platform, dove per un largo periodo di tempo vengono messe a disposizione degli utenti – non è necessario registrare alcun account – opere più conosciute come Traviata e Carmen, ma vi sono anche incluse opere meno accessibili al vasto pubblico come Alcina di Händel o Cendrillon di Massenet. Ecco, questo credo sia uno dei benefici migliori di cui possa godere l’utente negli ultimi tempi: poter avere esperienza di arte in modo non convenzionale. Tornando alle classifiche invece, quest’anno Spotify è stato declassato alla seconda posizione nella corsa a ‘servizio più usato di streaming musicale’, e il primo posto è stato conquistato da nientepopodimenoche da Youtube. In effetti considerando che in quest’ultimo confluiscono anche dischi e album non ufficiali, non sorprende che Youtube offra un catalogo di musica classica nettamente superiore sia per qualità sia per quantità a quello offerto da Spotify, e quindi nettamente preferibile per quanto mi riguarda.

2015 spotify chart albumMa bando alle ciance: di parole ne ho già usate troppe. Questo è lo spazio della musica, ma ci tengo a ribadire qualche fatto ovvio: Meloday tornerà il prossimo anno in veste rinnovata, veste sopratttutto linguistica: essa prenderà infatti il nome di Melodì, tralasciando il colorato anglicismo per tornare ad appropriarsi delle proprie radici italiane: d’altra parte la musica d’arte e l’opera ebbero origine proprio in queste terre italiane.

Ecco dunque la playlist dove sono raccolti i momenti migliori del mio 2015 tradotti in dolci melodie. La presento attraverso Spotify perché in ultima analisi questo è proprio il punto forte del servizio; sono riuscito a trovare tutti i brani più significativi e metterli insieme. Non vedo l’ora di scoprire cosa cambierà nell’anno venturo.

Felice anno nuovo e che Euterpe sia con voi!

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