Diario, Lettura

Letterestate: Sartre

Dopo due libri di Sartre, La nausea e Il muro, sono pronto ad accomiatarmi temporaneamente dall’esistenzialista francese. Ho appena finito l’ultima pagina dell’ultimo racconto che compone la raccolta di cinque racconti che prende il nome dal primo di essi in ordine di giustapposizione; ma più che racconti sembrano mini-romanzi a causa dell’abbondanza delle descrizioni e dei dettagli di cui sono intessute le cinque storie – a differenza de La nausea, in cui prevalgono le sensazioni e l’immaginazione.

Certo, i racconti de Il muro, dopo la lettura de La nausea, sembrano quasi esercizi filosofici – di uno dei quali dubito la riuscita -, eppure i protagonisti principali sono a ben vedere persone con una morale tremolante e un’etica ancora più oscillante.

Prima o poi dovrò riuscire a terminare anche la lettura de L’essere e il nulla, ma questo non sarà né domani né dopodomani. Ho bisogno di far sedimentare questi libri nel calderone incosciente. In ogni caso, Sartre romanziere è molto più interessante rispetto al Sartre filosofo, poiché l’esistenzialismo sebbene possa essere teorizzato, è meglio mostrato in pratica. E la pratica letteraria dell’autore è di altissima qualità.

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