Diario, Lettura, Linguae

Letterestate: Odisseo

Una notte mi rigiravo tra le lenzuola e non riuscivo a prendere sonno – e non solo perché la temperatura esterna e interna coincidevano in una trentina di gradi centigradi: nel pomeriggio avevo riaperto il libro di letteratura latina, e non ero riuscito a staccare gli occhi dalle sue pagine per ore e ore, nonostante l’afa traspirasse dai muri. ‘Per quale stranzitissimo motivo non ho coltivato lo studio di questa bellissima materia? Perché ho lasciato che mi convincessero che ‘le lingue moderne sono il futuro’ ‘con le lingue straniere girerai il mondo’, quando grazie alle poesie di autori come Anacreonte, Virgilio, Saffo e Teocrito mi ero già avventurato nel fantastico mondo dell’antichità, a cui tutte le bellezze culturali e le lingue più studiate e parlate di oggi in qualche aspetto devono la loro eredità? È anche vero che l’università mi ha permesso di crescere tantissimo intellettualmente parlando, ma quell’impulso acerbo dettato dalle passioni diciottenne per le antichità classiche avrei dovuto seguirlo, ma non lo feci. Invece, mi lasciai dettare la vocazione da altri; ricordo che allora, al liceo, sembrava una vergogna, uno spreco di tempo andare all’università e studiare greco e latino – ‘e poi che ce fai?!’ era il ritornello che come un tarlo mi rose il cervello fino a convincermi che quella strada sarebbe stata un vicolo cieco. Come se studiare lingue moderne fosse stato più nobilitante, come se le letterature antiche fossero solo rotoli di carta mangiata dai topi e le letterature moderne avessero invece, solamente in ragione della loro vicinanza ai nostri giorni, più merito di esistere delle prime. Quant’ero ingenuo, e quanto ancora purtroppo questo pensiero è la forma mentis della nostra società postcapitaltecnologica. Ma il brodo ormai s’è bruciato e indietro non posso tornare.
Ma ciò non vuol dire che non posso fare nulla al riguardo. Voglio ricominciare da dove ho lasciato. Voglio riscrivermi all’università; ma un’università del tutto speciale, un’università creata da me stesso. Voglio studiare da autodidatta Lettere Antiche: mi baserò sui programmi accademici e da lì mi porterò avanti, senza l’ansia degli esami e senza lo strepito delle matricole incoscienti.
Per questo motivo ho deciso di rispolverare anche il primo volume di Letteratura Greca, e oggi ho completato l’introduzione. Chissà se completerò mai questo progetto in tre anni. È molto probabile che mi stufi presto, ma per oggi sono entusiasta di avere un obiettivo così intimo e di realizzare finalmente qualcosa per cui valga la pena vivere.

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