Musica

L’oro del Reno nel 2016

In diretta radio. Alberich ha appena rubato l’Oro alle Figlie del Reno, e si è perso tra i flutti neri che l’hanno inghiottito. Questa è la sorte mitica di chi brama la voluttà ma rinuncia all’amore. Wotan invece, che ha costruito una rocca augusta, come canta Fricka “solo per più durevole procella suscitare, a te sorse la rocca superba”. Un tipo di potere che si contrappone all’altro sebbene eserciti lo stesso tipo di forza: il potere. Fasolt e Fafner sono gli operai che chiedono le nozze al potente; ma non ottenendone i favori, decidono col proprio libero arbitrio di rapire l’elemento tipicamente debole nel mito, quello femmineo.

Il melodramma del Nibelungo, che tanto ha appassionato la fantasia di una certa società, viene riproposto ogni anno al Festival di Bayreuth, e ogni anno esso viene proposto come ricapitolazione delle vicende umane sin dall’alba dei tempi letterari: una violenza che genera violenza fino all’arrivo di un salvatore che si sacrifica portando un cambiamento radicale nel mondo umano. In questa prima parte della tetralogia si avverte quasi che Marx potrebbe essere una di queste figure chiave, l’individuo che portò uno ripensamento definitivo del pensiero in Europa e in tutto il mondo attraverso la rivoluzione della sua filosofia.

Ecco a mio parere alcuni dei passaggi più belli e interessanti de L’oro del Reno:

Höhnst du uns?
Ha, wie unrecht!
Die ihr durch Schönheit herrscht,
schimmernd hehres Geschlecht,
wir törig strebt ihr
nach Türmen von Stein,
setzt um Burg und Saal
Weibes Wonne zum Pfand!
Wir Plumpen plagen uns
schwitzend mit schwieliger Hand,
ein Weib zu gewinnen,
das wonnig und mild
bei uns Armen wohne;
und verkehrt nennst du den Kauf?
Ti fai beffa di noi?
Ah! come a torto!
Voi che per la bellezza dominante,
luminosa nobile schiatta,
come follemente aspirate
a torri di pietra,
mettendo per rocca e per sala
la gioia d’una donna in posta!
Noi goffi ci diamo tormento
sudando con mano callosa,
una donna per conquistare,
la quale mite, voluttuosa,
con noi, poveri, abiti:
e voi dite mal fatta la compra?

nichts ist so reich,
als Ersatz zu muten dem Mann
für Weibes Wonne und Werth! So weit Leben und Weben,
In Wasser, Erd’ und Luft,
viel frug’ ich,
forschte bei allen,
wo Kraft nur sich rührt,
und Keime sich regen:
was wohl dem Manne
mächt’ger dünk’,
als Weibes Wonne und Wert?
Doch so weit Leben und Weben,
verlacht nur ward
meine fragende List:
in Wasser, Erd’ und Luft,
lassen will nichts
von Lieb’ und Weib.
niente è così ricco,
da valere come compenso all’uomo,
per il valore e la voluttà della donna!Ovunque s’intesse la vita,
nell’acqua, sulla terra, per l’aria,
molto io domandai,
presso tutti indagai,
dove s’agita una qualsiasi forza,
od un germe si muove,
che cosa mai all’uomo
più valsente sembrasse,
che della donna la voluttà e il valore.
Ma ovunque s’intesse la vita
venne derisa
la mia astuta domanda:
nell’acqua, sulla terra, per l’aria,
nessuno vuol punto rinunziare
alla donna ed all’amore.
Von Freias Frucht
genosset ihr heute noch nicht.
Die goldnen Äpfel
in ihrem Garten,
sie machten euch tüchtig und jung,
asst ihr sie jeden Tag.
Des Gartens Pflegerin
ist nun verpfändet;
an den Ästen darbt
und dorrt das Obst,
bald fällt faul es herab. –
Mich kümmert’s minder;
an mir ja kargte
Freia von je
knausernd die köstliche Frucht:
denn halb so echt nur
bin ich wie, Selige, ihr!
Doch ihr setztet alles
auf das jüngende Obst:
das wussten die Riesen wohl;
auf eurer Leben
legten sie’s an:
nun sorgt, wie ihr das wahrt!
Ohne die Äpfel,
alt und grau,
greis und grämlich,
welkend zum Spott aller Welt,
erstirbt der Götter Stamm.
Del frutto di Freia
non avete ancora oggi gustato.
Gli aurei pomi
nel suo giardino
vi rendevano giovani e vigorosi,
assaporandone voi ogni giorno.
La coltivatrice del giardino
data ora è in pegno;
sui rami intristisce
e inaridisce il frutto;
presto cadrà a terra imputridito…
A me meno mi tocca;
con me invero fu avara
fin da principio Freia,
lesinando il saporoso frutto:
poiché solo metà puro
sono di fronte a voi, Magnifici!
Ma voi tutto poneste
sul ringiovanente frutto:
questo ben seppero i giganti;
alla vostra vita
attentarono:
provvedete dunque, come difenderla!
Senza i pomi,
vecchi e canuti
grigi e grami,
ludibrio di tutto il mondo, appassendo,
morirà la schiatta degli dèi.
Zu was doch frommt dir der Hort,
da freudlos Nibelheim,
und nichts für Schätze hier feil?
Ma a che ti giova il tesoro,
poiché senza gioia è Nibelheim,
e niente qui si vende a prezzo di tesori?

 

Lasciamo che sia la poesia in musica a parlare.

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