Diario, Fotografia

Oceano con vista

Un sogno di quattro giorni, durato ancora meno se togliamo l’ultimo e il primo giorno di sorvolo del Mediterraneo – viaggio prezioso e terrificante, quello che coinvolge gli aeroporti.

Che mi venga un colpo, sto prendendo l’aereo dopo quattro anni! Che ho fatto nel frattempo? Niente di rilevante a 10000 e tanti chilometri d’altezza dal livello del mare, nessun paragone con la sensazione di nervi e libertà che viaggiare allineati su quel punto dell’orizzonte in cui cielo e terra si toccano; niente di coinvolgente come fissare inebetito i mostri di metallo vibrante spiccare il volo e innalzarsi verso il sole; nulla di sublime, come rimanere accecati dal riverbero dei raggi solari sui nembi bianchi e la fisica pressione dell’atmosfera che tinge di blu ogni dettaglio dei visi rincoglioniti degli altri passeggeri. C’è qualche tizio e sempronia che guardano il miracolo compiersi, ma gli altri dormono già, appena accomodatisi al proprio posto. Stando con i piedi fermi sulla terra, o al massimo trasportato da carrozze ferrate, ho riacquistato l’ingenuità del viaggiatore inesperto. E uno dei pregi della poesia è rappresentare proprio queste immagini – che pur sono transizioni imperfette di una tale emozione:

Il viaggio sospeso è quasi nullo rispetto poi ai colori della città, e alla luna che illuminata dilata di meraviglia le pupille.


Come l’acqua per il sole, Faro riflette l’umore apollineo dell’oceano. C’è tanto spirito dietro quei obrigado, scambiati come un mantra in una sfumatura di voce che accompagna il dolce soffio del vento proveniente dall’oceano ogni giorno, ogni minuto si sveglia sopra una terra di delizie e gratitudine.

E la musica continua a suonare nella testa, rispecchiando i battiti del corpo sveglio e presente a se stesso. Pur essendo solo uno svagato turista di passaggio ho sentito che quei battiti di kizomba sono veri, sono nel sole cocente della città in primavera e nel vento che la accarezza, nella pacata pienezza umana delle notti.

Solo ora che è estate, in un giorno di luglio qualunque, in una località balneare qualunque, ritrovo l’odore di quel calore, la dolcezza appiccicosa delle brezze marine, incessanti, come carezze di chi si ama.

IMG_2127

mare e sole

A dispetto della differente tessitura del terreno, vi è sempre il mare, vi è sempre la possibilità di guardare oltre i sensi; essi sono l’opportunità perfetta: i confini esistono per essere attraversati e superati. A questo serve la musica, l’amore, la sofferenza, cambiare luoghi e idee.

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