Blogging, Racconti

Forse: in cinque lettere, in qualunque lingua si trova un dispositivo o più di questo genere per dubitare o attenuare quello che si vuole dire. Non sarà dunque un caso che questo avverbio compare in modo esageratamente continuativo nella storia nelle canzonette pop e non solo: in effetti May it be è il titolo di una canzone genere new age di Enya registrata nel 2001 per la colonna sonora del primo film nella trilogia del Signore degli anelli. Maybe è anche il titolo di un singolo di Emma Bunton, quella fanciullona bionda tra le Spice Girl. Per affondare le orecchie ancora di più nella storia recente, un tormentone estivo di quattro anni fa aveva ancora un dubbio grossolanamente malizioso inscritto nel titolo: Call me maybe fu l’inno di tutt* quell* con la permanente di fare la prima mossa verso una persona che ci ha attrae.

Curioso come un avverbio, una categoria così disprezzata e considerato grasso di foca dall’iperletteratura contemporanea, possa dissimulare o incrinare la certezza dei sentimenti postmoderni – certo, sentimenti che durano tre minuti e mezzo.

Daily Prompt: Maybe

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Maybe

Digressione

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