Musica

Melodì: Bartok

Non è usuale che una composizione per percussioni incontri il mio gusto; invece l’incontro tra il colore diafano del piano e l’incedere delle percussioni trovano in questo brano un bellissimo accordo.

Il vecchiume poetico interveniva in buona parte nella mia alchimia del verbo. Mi abituai all’allucinazione semplice: vedevo chiaramente una moschea al posto di un’officina, una scuola di tamburi con degli angeli per maestri, dei calessi per le strade del cielo, un salotto sul fondo di un lago; i mostri i misteri; un titolo di operetta faceva sorgere cose spaventose davanti a me.

Poi spiegai i miei sofismi magici con l’allucinazione delle parole! Finii per trovare sacro il disordine del mio spirito. Ero ozioso, in preda a una febbre pesante: invidiavo la felicità degli animali – i bruchi che rappresentavano l’innocenza del limbo, le talpe, il sonno della verginità!
Il mio carattere s’inaspriva. Dicevo addio al mondo con delle specie di romanze.

Una stagione all’inferno – A. Rimbaud

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