Il mulino sulla Floss

Intellectual freedom depends upon material things, diceva Virginia Woolf. mai questa frase è stata più in linea con la vita professionale di un traduttore. finché a un traduttore letterario saranno elargite salari e condizioni contrattuali da fame non potremo chiedere di meglio che leggere con le sue volubili ore di purezza al posto di with its fitful brightnessun attributo tradotto in questo modo offende i sensi di chi ha bisogno di semplicità, che sempre è la madre dell’eleganza in letteratura.

nell’arte della traduzione per come la intende questa povera anima non c’è posto per rifacimenti barocchi, a meno che espressamente segnalati in una nota scritta di suo pugno dal traduttore stesso. e questo è il male nella tradizione editoriale italiana: non c’è spazio per il traduttore, se non una menzione fugace nel frontespizio. altrimenti si è invisibili.

ma leggiamo un passaggio più esteso:

The rush of the water and the booming of the mill bring a dreamy deafness, which seems to heighten the peacefulness of the scene. They are like a great curtain of sound, shutting one out from the world beyond. And now there is the thunder of the huge covered wagon coming home with sacks of grain. That honest wagoner is thinking of his dinner, getting sadly dry in the oven at this late hour; but he will not touch it till he has fed his horses,–the strong, submissive, meek-eyed beasts, who, I fancy, are looking mild reproach at him from between their blinkers, that he should crack his whip at them in that awful manner as if they needed that hint! See how they stretch their shoulders up the slope toward the bridge, with all the more energy because they are so near home. Look at their grand shaggy feet that seem to grasp the firm earth, at the patient strength of their necks, bowed under the heavy collar, at the mighty muscles of their struggling haunches! I should like well to hear them neigh over their hardly earned feed of corn, and see them, with their moist necks freed from the harness, dipping their eager nostrils into the muddy pond. Now they are on the bridge, and down they go again at a swifter pace, and the arch of the covered wagon disappears at the turning behind the trees.

Now I can turn my eyes toward the mill again, and watch the unresting wheel sending out its diamond jets of water. That little girl is watching it too; she has been standing on just the same spot at the edge of the water ever since I paused on the bridge. And that queer white cur with the brown ear seems to be leaping and barking in ineffectual remonstrance with the wheel; perhaps he is jealous because his playfellow in the beaver bonnet is so rapt in its movement. It is time the little playfellow went in, I think; and there is a very bright fire to tempt her: the red light shines out under the deepening gray of the sky. It is time, too, for me to leave off resting my arms on the cold stone of this bridge.

E questa è la traduzione che ne otteniamo per dieci euro e mezzo:

cattura

cattura1

la resa mal s’adatta al sentire del brano originale: vi è una certa qualità solenne, quasi epica nella resa italiana che non affiora affatto nella voce narrante.

dreamy deafness: sognoso stupore o sognante sordità? un genitore del recente petaloso forse, ma non segnalato negli annali della Crusca. avrei preferito una sognante sordità invece, che mantiene nel sapore anaforico il fragile campo semantico del sogno.

scene: sera non ha senso in quanto al narratore non interessa la durata, quanto l’insieme degli elementi nel paesaggio.

they are like a great curtain of sound, shutting one out from the world beyond = fanno come un grande velario sonoro, che ci divida dal mondo di fuori. a che serve spolverare il velario quando i lettori del 2016 hanno bisogno delle nonne, o al massimo di wikipedia per sapere cosa sia? paiono una grande cortina di suono che ci allontana dal mondo esterno. la semplicità di to be like non dovrebbe essere scambiata con quella banalità indegna di una matricola che è ‘fare’, così come non è difficile sciogliere la nozione di somiglianza in un predicato di uso comune.

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