La rivoluzione allucinante

A novant’anni è venuto a mancare il dittatore cubano. Ne danno il triste annuncio i cubani che arruolò come spie, la Russia di Putin e Dacia Maraini, che in un’intervista serale sulla terza rete  televisiva pubblica, ebbe il coraggio di affermare come il personaggio fosse un galantuomo e che in realtà il suo regime dittatoriale ‘non fu particolarmente feroce’. Oh no, un attimo, c’è qualcosa che non va. C’è l’autobiografia di un personaggio cubano perseguitato da Fidel e dai suoi compari ben più importante per la letteratura universale rispetto alla vegliarda che oserebbe contraddirla.

Nel giorno della morte di un dittatore non celebriamo né ne glorifichiamo la rivoluzione del novecento cubano poiché quella rivoluzione fu la base per un’altra dittatura, violenze, abusi e soprusi legittimati dal potere statale. Non si può rimanere sospendere il giudizio.

Parliamone

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