In questa parte del mondo in questo periodo tutti augurano ‘buonnnatale!!!’ al prossimo, senza il menomo dubbio se all’Altro importi qualcosa della tale festività, ma del resto “si è sempre fatto così”. Invece che chiedersi cosa si festeggia e perché, è più facile “seguire la tradizione” senza porsi domande. Per quanto mi riguarda, come al solito mi sono posto più di qualche domanda, ho scavato nella memoria, e sono giunto alla conclusione che è troppa fatica seguire la tradizione.

A che valgono le pantagrueliche mangiate con parenti indigesti, le spese in ninnoli e frivolezze da scaffale, l’addobbo di ogni superficie muraria e di ogni vegetale a portata di mano, quando tutto quello che c’era ora non è più? La fine dell’autunno – ma in realtà già dai giorni dei Morti – è quel periodo dell’anno in cui ogni adulto torna bambino e ogni bambino si rassegna al genitore che gli è capitato.

Ma quest’anno, niente tradizioni. Basta. Nicht. Halt. Stop. Quest’anno con la musica celebriamo il Solstizio d’Inverno, la Fecondazione dell’Anno, la Gloria del Ceppo. Quest’anno celebriamo la festa di Yule, il Sole che Rinasce dalla Dea Madre affinché svolga la funzione di salvatore di ogni mondo sotto la volta atmosferica terrestre. La vita rinasce in questo giorno – convenzionalmente -, giorno che fu soppiantato dalla narrazione cristiana della nascita del figlio di dio. Ogni morte è sempre una nascita, perciò recitiamo insieme una preghiera per il giorno di Yule:

Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

[fonte]

Pescando a caso nel calderone della musica classica occidentale festeggiamo il Sole, il compleanno dell’Astro che vivifica, la Vita e la Morte riunite in un unico corpo.

I miei genitori si sposarono in un giorno come questo, più di quarant’anni fa.

È il momento di purificare i pensieri, le speranze, le angosce, i dolori… tutto va spazzato via dall’animo come un pugno di polvere, per far posto al nuovo pugno di polvere dell’anno venturo.

Per concludere in ordine l’anno, il mese, la rubrica e l’articolo, vi lascio una bellissima poesia sui Doni delle Rune e la playlist che riassume il mio 2016 in musica:

Ci vediamo – forse – nel 2017.

Buon Solstizio!

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