Tacere

È passata a farmi visita l’ennesima crisi con contorno di emicrania, preziosa risorsa che mi ha illuminato su una circostanza molto importante: lo spirito della persona che ha aperto questo blog non è più da molto tempo, e lo spirito della persona che scrive queste righe non ha alcuna motivazione per continuare a tentare di esprimere quello che non è esprimibile con le poche parole che mi sono rimaste. Sono rinchiuso in una gabbia, e non c’è modo – al momento – di uscirne. Lo spazio fisico prima o poi finisce per incidere sulle forme e le dimensioni di quello mentale: restringendosi i limiti dell’orizzonte che oltrepassano gli astri, anche il pensiero sembra diminuire in estensione, e quindi in ricchezza. Quando ciò succede, la cura è migliore è quella di tacere e attendere che l’organismo riprenda forza, sebbene in questo momento anche la speranza della guarigione mi sembri una zavorra.

A forza di dare bracciate per rimanere a galla, ho perso di vista il motivo per cui lo facevo.

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