Ho perso la strada

Quello che c’era, adesso non è più come prima. Anche questo spazio è cambiato, e solo adesso vedo chiaramente che la mia stanza tutta per me dove scrivere è cambiata in modi che non hanno favorito la coltivazione della scrittura. Tanto tempo prima mi piaceva venire qui, scribacchiare le stupidaggini infiocchettate che mi venivano in mente e illudermi di aver pubblicato chissà quali perle di pensiero.

Non è mai stato così. Era un periodo in cui avevo bisogno di schiudere il flusso di coscienza che non avevo mai fatto sgorgare da nessuna parte, aiutato dalla facilità della scrittura digitale; inoltre, questo posto era molto più bello e accogliente rispetto a ora: non c’era quell’orribile pagina iniziale blu e bianca in HTML5 che il mio pc carica dopo una decina di minuti, ma avevo a disposizione solo la magnifica vecchia bacheca corposa in nero e rosso e una schermata di scrittura che caricava tutto quello di cui avevo bisogno – e anche di più – in mezzo minuto.

Avete fallito, WordPress, e anch’io. Non mi sono più interessato di scrivere perché avevo altro da fare e altre sciocchezze da dire. Dicono che si trova sempre il tempo per le cose che si amano davvero, ma è una bugia: a volte non si riesce a trovare il tempo per il semplice fatto che non si ritrovano più le cose che si amano, perché hanno cambiato aspetto, hanno preso un’altra strada, domandano più forze da parte nostra, altre cose che ci appassionano si sono aggiunte a esse, e la nostra vita spirituale, se fragile già di per sé, si trova a dividersi in tante diverse anime che a lungo andare ne logorano la saldezza.

Non ho mai smesso di aver bisogno di una stanza tutta per me, sia pur virtuale, in cui rinchiudermi e scrivere in tutta libertà. Il problema è che questa stanza è diventata troppo affollata di progetti incompiuti, e ho esaurito i cassetti e gli scaffali in cui archiviarli. Per ribadire il concetto, comunque, non mi piacciono i cambiamenti occorsi su questa piattaforma, quindi non mi sento neanche a mio agio a scribacchiare quassù. Magari devo solo riprendere la mano, anzi le mani.

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