Racconti

Attraverso la porta

L’auto lasciò con un rombo la strada. Stava per tramontare il sole, in un attimo fu buio. Il rumore della porta di ferro non era più quello ignobile di una sbadata e continua ussa del vento di quand’era chiusa, ma indicava a chi si trovava lì in quel momento che qualcosa l’aveva attraversata. Ebby aveva bisogno di una sciarpa per ripararsi dal freddo, ma non le aveva più trovate, non dopo che tutto era stato… oh, tenere ancora tra le labbra screpolate quel morbido tessuto! Si spense l’ussa, le altre non tornarono che ore dopo. Ora il pericolo non era più così immediato. Tolse le cuffie e si girò verso la nuda parete bianca, che non gli era mai stata così cara.

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