Burla

Un cappero si divertiva come un monello: si tuffava in piscina e combinava una burla dietro l’altra ai suoi compagni, lasciando su di loro una forte impressione. Scappò dall’acqua come un forsennato e si rituffò; stavolta calò dall’alto una nube piatta che oscurò la luce, e si ritrovò prigioniero. Passarono mesi e il cappero burlone, insieme a molti altri che si trovavano in quella piscina, divenne triste perché non era più stato tuffato. Tempo dopo fu lasciato uscire, ma quel posto non era fresco come la sua piscina: anzi scottava e bruciava tutt’intorno alla pelle. All’improvviso una cupoletta grigia atterrò come un fulmine vicino al cappero, affondò sotto la sua corazza e lo sollevò di peso portandolo in un antro buio e umido insieme a quel terreno bianco e sassoso. Lì scomparve e non lasciò altra traccia. Ore dopo, risorse trasfigurato in un’unica soluzione solida insieme agli scogli bianchi, agli altri suoi compagni e a moltitudini di altri individui in una candida toilette per signore.

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