Musica

Melodì: Chopin #3

 

Ogni nome di ognuno di questi Studi mi sussurra qualcosa all’orecchio, anzi, meglio, mi trasporta in uno di quei cosiddetti paesaggi sonori, la cui sensazione è difficile da descrivere perché ufficialmente le parole si possono associare alla musica solo dopo minuziosa e ordinatissima riflessione. Ma per quanto mi riguarda, al momento non mi interessa imbastire un discorso sistematico metrico o armonico; vorrei piuttosto regolarmi come un bambino che per la prima volta si trova di fronte a questi brani. Che cosa sente il me settenne quando la Cascata ha appena il tempo di aprire che già arriva l’anonimo in Fa minore ricoprendo di mistero la scena clou di un thriller, o quello in La bemolle che sente a suo agio come apertura di un ballo ottocentesco di fidanzamento tra due principi?

Ebbene lo confesso, sarò romantico in più di un senso, ma al mio orecchio – anzi alla mia impressione – questo rappresentano gli Studi di Chopin: hanno un andamento melodico idiomatico; e nel loro idioma è così vagamente simbolio che raccontano l’ascoltatore e quello che si agita dentro il suo mondo immaginario e inesauribile accogliendo le suggestioni più improbabili – proprio come io ho appena immaginato un periodo storico in cui due uomini nobili avrebbero potuto sposarsi. Ogni Studio può essere perciò una favola che non abbiamo mai avuto il coraggio di raccontarci.

Per le precedenti puntate su Chopin:
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Blogging, Racconti

Intervista breve a un bombo

Il bombo, un calabronaceo con il corpo più grosso e tozzo dell’ape, è un pasticcione inetto che fa tutto in modo sbagliato, o quasi. Soprattutto s’impappina se qualcuno si rivolge a lui. Sentiamo la testimonianza direttamente dalle sue antenne: <<Una volta m’impappinavo per divertimento; andavo di qua e di là e mangiavo i fiori e i colori che mi capitavano sotto la ligula. E anche con le altre persone ero così: parlavo di tutto e di tutto avevo un bzopinione, quindi le ali erano allenate a vibrare versi armoniosi. Poi, chissà perché, negli anni ho preso l’abitudine al silenzio e ora nelle conversazioni tra più persone quello che faccio meglio è ascoltare mentre mangio il polline dei pomodori.>>

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Blogging, Racconti

Decantato

Quindi stavolta volevo chiamare la signora che diceva di volermi tanto bene, mi aveva esortato Giunone. Ma forse aveva dimenticato il telefono al piano di sopra, e lei era scesa in giardino a gustare la fresca brezza nel tramonto, oppure era distesa sul letto a riposare e non aveva sentito gli squilli perché si trovava in quella fase del sonno più profondo da cui… si era risvegliata all’improvviso e il mio telefono s’era illuminato. Forse la sua voce lontana pochi chilometri affettava appena la gentilezza di un tempo, quando ero nelle sue grazie laborali. Mi venne l’improvviso impulso di andare a visitarla nella villa in cui alloggiava ogni primavera. Le giornate passate nella sua piccola e confortevole auto grigia ad attendere che sbrigasse le commissioni più comuni e le più stravaganti, quelle non le avevo dimenticate; era inutile ora giustificarmi con debolezze corporali. Era tempo di ritrovare i suoi occhi che sviavano lo sguardo, i solchi sul suo viso affaticato dalle migliaia di sigarette, l’aristocratica e vellutata sintassi del suo linguaggio. Ora che erano libere dalla fatica fisica, potevo celebrare i giorni al suo servizio come una felicità cui ora non avrei mai voluto scampare: un passato d’oro a fianco di una signora del passato, la cui amorevole solitudine che aveva condiviso con me nei racconti delle sue vite passate mi mancava al presente come il conforto che solo una nonna può colmare.

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Blogging, Linguae, Racconti

Dash

Prima traduzione: trattino meno lineetta. Come frangersi contro uno scoglio facendo una corsa. Ma solo gli uomini possono scagliare qualcosa? O un pizzico di fortuna basta a far svanire l’occasione? Solo buttare giù un pezzo di pensiero guarisce la mente.

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Blogging, Diario

Il revival di Will & Grace

Sono in lacrime. La notizia che nemmeno nei miei sogni più selvaggi sarebbe mai riuscita ad apparire, alla fine è arrivata: il telefilm più bello della storia e di cui possiedo i cofanetti dvd con le stagioni complete, usati, visti e rivisti, rivisitati parzialmente o interamente in lassi di tempo più o meno brevi, Will & Grace viene finalmente rinnovato dopo dieci anni con il cast completo, e un’anteprima di cinque minuti è stata ufficialmente rilasciata dalla rete, cinque minuti in cui vediamo i nostri amati Will Grace Jack e Karen – KAREN WALKER – nella parodia di un famoso pezzo da musical. chi avrebbe mai osato sperarlo! E’ proprio vero che neanche gli addii sono per sempre.

 

 

 

 

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