Musica

Retrospettiva 2017

 

Che il 2017 sia stato un anno orribile l’ho più e più volte ripetuto. E infatti l’orrore si ritrova perfino nella playlist personalizzata dei brani più ascoltati di Spotify, il cui contatore di riproduzioni non tiene conto di altri e ben più significativi ascolti includendone altri di cui onestamente neanche ricordavo l’esistenza e altri brani ancora che vorrei poter cancellare di tutto cuore. Il problema è che ormai s’identifica la preferenza con l’ammasso della quantità. Può benissimo darsi che la maggior parte dei brani assemblati nella playlist li abbia lasciati scorrere come sottofondo invece che aver loro dedicato un’attento ascolto. E infatti così è per la maggior parte dei brani, sebbene si tratti (nella maggior parte dei casi) di musica che mi concedo volentieri, e non solo a partire da quest’anno.

Indi, bisogna che integri la disopra con un’altra playlist eponima dell’anno in chiusura, presa stavolta da Youtube – playlist su cui ho esercitato un controllo considerevolmente maggiore avendo personalmente con cura e diligenza aggiunto man mano i video più significativi, e che perciò prediligo:

Per ulteriori info su musica che mi ha toccato in particolare, c’è poi l’etichetta Meloday che racconta meglio di qualsiasi miserevole contatore di riproduzioni il mio percorso musicale di quest’anno [ma devo ri-raccontare quest’etichetta anche a me stesso, avendo perso la memoria].

Buone feste, e che l’anno prossimo… ma non stiamo a prenderci in giro.

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Musica

Melodì: Sogni pop

I believe there’s so much left to see
And I don’t know yet who I want to be
So I’ll stay free

Da Chopin al Pop Trasognato

Andando a dare un’occhiata al nuovo favoloso album Lux dei Dream Lake, mi ha preso lo schiribizzo di voler andare oltre e cercare altri artisti simili del genere – nel campo appunto dedicato dell’applicazione chiamato ‘artisti simili’. Così questi The Sound of Arrows, un altro duo svedese, ha catturato la mia attenzione per motivi che qui non hanno luogo a spiegarsi. E così la mano lesta ha preceduto l’orecchio nell’avviare l’ascolto dei due LP pubblicati dal duo, Voyage (nel 2009) e Stay Free, uscito in rete precisamente un mese fa, da cui sono rimasto graziosamente estasiato e trasognato, non a caso.

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Cronache, Diario

La nona di Will & Grace

Non è una sinfonia, ma nessuno può negare il suo statuto di capolavoro della televisione, che ha avuto un posto fondamentale nella cultura pop. undici anni dalla fine di uno show sono tanti. eppure è come se il tempo non fosse trascorso: la nona stagione si preannuncia gloriosa quanto le precedenti e il mio cuore scoppia di felicità. i richiami a episodi che un amatore conosce a memoria sono facilmente riconoscibili: e nel primo episodio dopo undici anni sono doverosi e scaldano il cuore, rendono familiari le nuove scene e le nuove situazioni a cui non eravamo più abituati perché ormai la storia di Will, Grace Jack e Karen era quella conclusasi nella stagione otto.

karen yay

l’episodio dall’affettuoso e proemiale titolo Eleven years later si apre nel salotto di Will, dove sono riuniti i quattro protagonisti che giocano alle sciarade: scena tipica e ricorrente che è come l’apertura di una porta verso un posto caldo e asciutto in una giornata di tempesta: lo spettatore viene di nuovo coinvolto nella familiarità del quartetto che ama. il contesto è cambiato: le ultime elezioni presidenziali hanno avuto l’esito che tutti conosciamo, e il commento dei nostri quattro è quasi unanime, con l’eccezione di Karen che approva per convenienza di classe sociale il nuovo stato delle cose. Will è alle prese con una protesta formale verso un membro del congresso, verso il quale ciononostante nutre una certa attrazione e che segretamente spera di conquistare, e viene aiutato nell’impresa da Jack, che si lamenta di vedere sempre le stesse facce su Grindr; Karen invece, grazie alla sua amicizia con first lady, procura a Grace nientemeno che un lavoro di ridecorazione della sala presidenziale. Così entrambe le coppie di amici si ritrovano alla Casa bianca, e il momento della collusione avviene quando scoprono la presenza l’uno dell’altra nella sede del “nemico”, ma non possono rimproverarsi che di non essere stati reciprocamente onesti. questa è la didascalia dell’episodio che essendo il primo di un’intera stagione funge anche da memento di quello che avevamo lasciato e indicazione per l’avvenire: non nascondersi da chi si ama è la politica vincente.

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Blogging, Musica

Passeggero

Il Tao è ovunque e si trova nel nulla.

Infatti nel mezzo dell’album più brutto della carriera della mia Queen, uno dei tre brani che preferisco. Certo, il testo non è nulla di che, parla di una che come al solito si innamora quindi si dà completamente al suo damerino lasciandogli ogni controllo della relazione, usando per tutto il testo la metafora del viaggio. Certo, Britney non sa neanche cosa sia una metafora, ma l’intero testo è proprio questo: una metafora del solito topos dell’amore (ossessivo) come appunto fosse un vagabondaggio e lei una turista di prima classe in braccio al moroso.

A una lettura più attenta, non mi lamenterò più della mia asessualità e solitudine. Il Tao lavora anche in questo senso! Rendo grazie al Tao per aver migliorato la mia autostima grazie al ribrezzo che scaturisce di fronte allo scempio delle mortali passioni.

Quotidianamente

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Musica

Le due artiste che sto ascoltando di più in questo periodo, i miei due amori musicali più importanti.

Quando il corpo è fragile tenta di recuperare le forze a cominciare dallo spirito, cui nulla fa più piacere che ritrovare vecchi amori intatti; si ricorda infatti di quei momenti felici cui per caso fu associata qualche frammento della discografia di entrambe le Queen.

La musica classica ha raggiunto un punto di saturazione. Ho bisogno di spensieratezza e brevi melodie semplici, come furono le epoche più felici del mio passato.

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