Musica

Melodì: Sogni pop

I believe there’s so much left to see
And I don’t know yet who I want to be
So I’ll stay free

Da Chopin al Pop Trasognato

Andando a dare un’occhiata al nuovo favoloso album Lux dei Dream Lake, mi ha preso lo schiribizzo di voler andare oltre e cercare altri artisti simili del genere – nel campo appunto dedicato dell’applicazione chiamato ‘artisti simili’. Così questi The Sound of Arrows, un altro duo svedese, ha catturato la mia attenzione per motivi che qui non hanno luogo a spiegarsi. E così la mano lesta ha preceduto l’orecchio nell’avviare l’ascolto dei due LP pubblicati dal duo, Voyage (nel 2009) e Stay Free, uscito in rete precisamente un mese fa, da cui sono rimasto graziosamente estasiato e trasognato, non a caso.

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Musica

Melodì: i migliori del 2016

Grosso modo, questi sono i cento brani che hanno scandito l’anno solare che sta per terminare o è già terminato, a seconda di dove vi trovate nel mondo.

Se non rammento male, per un periodo non ho pubblicato alcun articolo di Melodì; inoltre ho alternato i servizi di streaming cui rimandavo nel presentare il brano o l’album della settimana, in un balletto tra Youtube e Spotify. Per questo motivo, memore della rifrazione dei brani memoriabili su due piattaforme differenti, anche su Youtube ho messo insieme una raccolta di brani che hanno segnato l’anno in conclusione.

Ci tengo a precisare che tutti e ognuno di questi brani rappresenta un frammento di memoria che forse tenderà a non perdersi, e siccome ogni memoria importante non c’è classifica che tenga: ogni canzone, ogni brano musicale è una stanza in cui sono entrato, ho vissuto più o meno a lungo, ne ho respirato l’odore, perciò ogni stanza che abbiamo abitato può aver significato per noi in misura maggiore o minore, ma ognuna ha la sua importanza, ognuna ci ha portato a oggi.

Peccato, perché quest’anno ho scoperto che oggi non avrei proprio voluto vederlo.

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Cronache, Diario

CollegaMenti #2

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Questa settimana la maggior parte delle letture sono concentrate sulla resistenza alla violenza di genere, istituzionale o individuale:

#26N – i mostri secondo le femministe della differenza

La fragilità maschile è terribile, per ogni sessualità

sui discorsi che fomentano l’odio e la violenza nelle reti sociali

una testimonianza sulle terapie di conversione sessuale

l’importanza della Giornata della Memoria Transgender

come Carmen cambiò la filosofia di Nietzsche e la sua visione dell’amore umano.

sul populismo anti-populista

l’opinione della Crusca sulla parola dell’anno secondo il Dizionario di Oxford

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Racconti

Percolate

 

Percolate è una città in provincia di Chizia e sorge sul versante orientale delle colline comprese tra il fiume Pescialza e i valichi dei Timazi. Tra i suoi abitanti più illustri vi fu un musicista di nome Aemwig Földwall Ludlius Zunken, al quale piaceva tanto la musica che ricoprì di innumerevoli sonate, gloriosi concerti e meravigliosi divertimenti per gruppi di professionisti le strade della città. Gli abitanti della città usavano quella musica che lui appendeva alle grondaie, ai lampioni, alle sporgenze delle mura delle case per gli scopi più vari: la usavano quando preparavano la tavola per ricorrenze speciali, quando giungevano parenti da città lontane e dall’estero, dove usavano altri tipi di musica, la usavano prima di mettersi a letto, se in età scolare la usavano negli intervalli di tempo libero tra lo studio di una materia e l’altra, la usavano di mattina quando si alzavano intontiti dal letto e si mettevano alle opere della giornata,  la usavano in occasione delle elezioni a grande e piccola scala se avevano dubbi su un candidato o l’altro; insomma, la musica di Zunken era così diffusa in quella città che ricopriva perfino la facciata del Tempio di Zaio, divinità austera e i cui ministri sembravano avere una predilezione piuttosto per quel certo altro tipo di musica.

Prompt: Percolate

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Fotografia

Su musica e anima

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da La prigioniera di Proust
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